• ORGANIZZAZIONE

UN PROGETTO DI

Sindaco CLAUDIO BOGETTI

Presidente FLAVIO RUSSO

Curatela della mostra e del catalogo
LAURA FACCHIN

in collaborazione con
LUCA MANA

e con
FLAVIO RUSSO

Collaborazione scientifica
BEATRICE BOLANDRINI, GABRIELLA BOSIO, GIANFRANCO FINA, FRANCESCO GANORA, EUGENIO
GAROGLIO, PIERANGELO GENTILE, ALESSIA GIORDA, DIEGO LANZARDO, SILVIA MIRA, ANSELMO
NUVOLARI DUODO, LAURA PALMUCCI QUAGLINO, MARIO RIBERI, FAIO RIZZA, MATTEO TRAVERSO,
FRÉDÉRIC ZIGANTE

Collaborazione Scientifica per la sezione dedicata a Napoleone in Egitto e a Bernardino Drovetti
MUSEO EGIZIO, NELLE PERSONE DI CHRISTIAN GRECO (DIRETTORE), GIUSEPPE MOISO, ALESSIA
FASSONE, FEDERICO POOLE (CURATORI), TOMMASO MONTONATI (ARCHIVISTA)

per la sezione dedicata alla “Napoleonmania”

con la collaborazione di
ALESSIA GIORDA E FRANCESCO GANORA

Coordinamento generale
LUCA GLEBB MIROGLIO

Comunicazione e relazioni esterne
GLEBB & METZGER

Allestimenti
GIOVANNI FORNACA

CON IL PATROCINIO DI:

IN COLLABORAZIONE CON:

MAIN SPONSOR:

SPONSOR:

CON IL SUPPORTO ORGANIZZATIVO DI:

CON IL PATROCINIO DI:

IN COLLABORAZIONE CON:

MAIN SPONSOR:

SPONSOR:

CON IL SUPPORTO ORGANIZZATIVO DI:

Un sentito ringraziamento ai collezionisti privati che con il loro apporto hanno consentito l’arricchimento della mostra

Si ringraziano

ARCHIVIO DI STATO DI TORINO, ARCHIVIO STORICO DELLA CITTÀ DI CHERASCO, ASSOCIAZIONE AMICI DI
BENE ONLUS, BIBLIOTECA CIVICA G.B. ADRIANI DI CHERASCO, COLLEZIONE ROBERTO DEVALLE –
TORINO, CONSORZIO IRRIGUO CANALE SARMASSA DI CHERASCO, FONDAZIONE ACCORSI-OMETTO DI TORINO, FONDAZIONE MUSEO DELLE ANTICHITÀ EGIZIE DI TORINO, MUSEO G.B. ADRIANI DI CHERASCO, PARROCCHIA DI SAN PIETRO DI CHERASCO

e in particolare

Antichità Clarascum, Enrico Edoardo Barbero, Sergio Barbero, Aldo Biagini, Vittoria Cibrario, Angelo Conterno, Giacomo Costamagna, Barbara Davico, Carlo Enrico de Fernex, Delfina Dell’Acqua, Paolo Di Marco, Michelangelo Fessia, Silvia Gallarato, Piero Gandino, Maria Gattullo, Luisa Gentile, Anna Glorio, Licia Innocenti, Anna Mancuso, Enzo Marengo, Paola Matossi L’Orsa, Matteo Merlo, Renato Montalbano, Anna Pellegrino, don Valerio Pennasso, Cristina Povero, Marco Rossani, Nucci Russo, Caroline Russo Roques, Amedeo ed Elisabetta Seyssel, Bruno Taricco, Marco Traverso, Carla Maria Versetti, Vivai Barberis

Referenze fotografiche:

Archivio di Stato di Torino, su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Archivio di Stato di Torino, Prot. n. 1084/34.50.01-6; Archivio Storico della Città di Cherasco; Chiesa Parrocchiale di San Pietro di Cherasco, su concessione Diocesi di Alba, Curia Vescovile, Ufficio Beni Culturali; Collezione Roberto Devalle – Torino; Consorzio Irriguo Canale Sarmassa; Museo Egizio; Museo G.B. Adriani di Cherasco

Campagna fotografica:

Paolo Robino

CITTÀ DI CHERASCO

La Città di Cherasco, memore del successo della mostra relativa ai suoi rapporti con la dinastia sabauda, ha affidato all’Associazione “Cherasco 1631” l’ideazione e la realizzazione di un evento di altrettanta importanza per la primavera del 2018. La proposta di una mostra di soggetto napoleonico ha suscitato dapprima una certa sorpresa, in quanto il personaggio è da decenni oggetto di studi in città di rievocazioni in costume e persino di racconti fantastici riproposti ai bambini di ogni generazione. Tuttavia, le prime relazioni pervenute all’Amministrazione Comunale hanno immediatamente chiarito che di ben altro si sarebbe trattato: le sole citazioni del Museo Egizio di Torino, della Fondazione Accorsi Ometto e dell’Archivio di Stato, costituendo di per se stesse eccellenti garanzie circa il livello del progetto nel suo complesso. Non della solita raccolta di immagini agiografiche si sarebbe trattato, ma di un’analisi profonda della società napoleonica della quale la nostra particolare attenzione è attratta dagli aspetti relativi al Piemonte, e ancor di più a Cherasco.
Che palazzo Salmatoris, già sede delle trattative per la Pace del 1631, abbia visto tra le sue mura Napoleone Bonaparte dettare un sia pur duro armistizio e meditare sul proprio glorioso avvenire, ci riempie di legittimo orgoglio: lo stesso che proviamo per la scelta fatta di acquistare e restaurare il Palazzo, nonché per la capacità della città di esprimere e sostenere coloro che sanno far rivivere, in quei fascinosi ambienti, la storia cittadina, stabilendo nel capoluogo regionale un importante rete di contatti con il mondo della cultura e dell’informazione. Cherasco è gloriosamente in Mostra con un notevole numero di reperti locali di alto prestigio. Si ringraziano infine quanti si sono impegnati nell’impresa e quanti collaboreranno a farla conoscere attraverso i media.

Il Sindaco
Claudio Bogetti

ASSOCIAZIONE CHERASCO 1631

Dopo aver illustrato, nel 2016, il secolare rapporto di Cherasco con la dinastia sabauda, l’Associazione “Cherasco 1631” non poteva non accettare la sfida dell’analisi del breve ma determinante soggiorno del Generale Bonaparte in Palazzo Salmatoris, nonché delle conseguenze che ne derivarono al territorio piemontese e, infine, dell’avvio del personaggio verso un destino europeo. La Mostra “EI FU” – Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa – si pone quindi le seguenti finalità:
a) Evidenziare come Bonaparte, imponendo un ultimatum al Regno Sardo, prese coscienza della possibilità di attuare un personale progetto politico, stante la degenerazione del Direttorio.
b) Seguire la crescita politica  militare di Bonaparte, partendo dai risultati culturali dell’eroica e tragica spedizione egiziana: obiettivo raggiunto attraverso la prestigiosa presenza del Museo Egizio di Torino.
c) Illustrare l’applicazione dei principi illuministici della Rivoluzione, dalla laicizzazione anche del territorio piemontese, al recuperato rapporto dei personaggi più aperti e potenti della nobiltà sabauda: quali il Conte Salmatoris, colui che recò a Milano la Corona Ferrea per l’incoronazione a Re d’Italia.
d) Accompagnare Napoleone verso il trono imperiale, ritrovando in lui il legislatore, l’innovatore dei rapporti tra i popoli, il coordinatore di un’unica Grande Armata Europea: obiettivi che si stenta a raggiungere nel presente.
e) Dimostrare come lo Stile Impero abbia influenzato la vita pubblica e privata persino nei paesi nemici: nella legislazione, nella filosofia e nelle arti, nella moda, nella strategia.
La scelta del titolo “EI FU” può sembrare un facile richiamo alla memoria scolastica; ma si tenga presente che Manzoni utilizzò, solo per Napoleone, il verbo “essere” in senso assoluto: Napoleone non poteva che esserci stato, e per ciò stesso mutare il destino del mondo.
La ricca e divertente sezione “Napoleonmania” dimostra come il mito perduri nella fantasia collettiva. Ancora una volta “Cherasco 1631” rafforza il collegamento della Città di Cherasco con il suo fortunato e illustre passato, rintracciabile, anche con riferimento all’epopea napoleonica, nei documenti e nelle biblioteche dei ricchissimi archivi comunali e privati.
L’Associazione “Cherasco 1631” ringrazia quanti aderiranno agli scopi della Mostra, premiandone il coraggio e l’ampiezza della visione con una partecipata opera di informazione.

Il Presidente
Flavio Russo

ASSOCIAZIONE CHERASCO 1631

Dopo aver illustrato, nel 2016, il secolare rapporto di Cherasco con la dinastia sabauda, l’Associazione “Cherasco 1631” non poteva non accettare la sfida dell’analisi del breve ma determinante soggiorno del Generale Bonaparte in Palazzo Salmatoris, nonché delle conseguenze che ne derivarono al territorio piemontese e, infine, dell’avvio del personaggio verso un destino europeo. La Mostra “EI FU” – Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa – si pone quindi le seguenti finalità:
a) Evidenziare come Bonaparte, imponendo un ultimatum al Regno Sardo, prese coscienza della possibilità di attuare un personale progetto politico, stante la degenerazione del Direttorio.
b) Seguire la crescita politica  militare di Bonaparte, partendo dai risultati culturali dell’eroica e tragica spedizione egiziana: obiettivo raggiunto attraverso la prestigiosa presenza del Museo Egizio di Torino.
c) Illustrare l’applicazione dei principi illuministici della Rivoluzione, dalla laicizzazione anche del territorio piemontese, al recuperato rapporto dei personaggi più aperti e potenti della nobiltà sabauda: quali il Conte Salmatoris, colui che recò a Milano la Corona Ferrea per l’incoronazione a Re d’Italia.
d) Accompagnare Napoleone verso il trono imperiale, ritrovando in lui il legislatore, l’innovatore dei rapporti tra i popoli, il coordinatore di un’unica Grande Armata Europea: obiettivi che si stenta a raggiungere nel presente.
e) Dimostrare come lo Stile Impero abbia influenzato la vita pubblica e privata persino nei paesi nemici: nella legislazione, nella filosofia e nelle arti, nella moda, nella strategia.
La scelta del titolo “EI FU” può sembrare un facile richiamo alla memoria scolastica; ma si tenga presente che Manzoni utilizzò, solo per Napoleone, il verbo “essere” in senso assoluto: Napoleone non poteva che esserci stato, e per ciò stesso mutare il destino del mondo.
La ricca e divertente sezione “Napoleonmania” dimostra come il mito perduri nella fantasia collettiva. Ancora una volta “Cherasco 1631” rafforza il collegamento della Città di Cherasco con il suo fortunato e illustre passato, rintracciabile, anche con riferimento all’epopea napoleonica, nei documenti e nelle biblioteche dei ricchissimi archivi comunali e privati.
L’Associazione “Cherasco 1631” ringrazia quanti aderiranno agli scopi della Mostra, premiandone il coraggio e l’ampiezza della visione con una partecipata opera di informazione.

Il Presidente
Flavio Russo

BANCA DI CHERASCO

MAIN SPONSOR DELLA MOSTRA

Considerato il risultato ottenuto nel 2016, con “Nel segno dei Savoia”, in termini di ricaduta economica e culturale sulla città e sul nostro territorio, è un piacere per Banca di Cherasco poter nuovamente supportare una mostra di tale spessore come “EI FU Napoleone Bonaparte dal Piemonte all’Europa”. Come banca del territorio è nostro compito sostenere tutto ciò che, con importanti riferimenti culturali, contribuisce ad elevare la conoscenza generale e particolare del territorio, soprattutto delle nuove generazioni. Banca di Cherasco rinnova l’interesse, già da sempre dimostrato, nei confronti del Palazzo Salmatoris: la qualità delle mostre allestite al suo interno è di vitale importanza per la sopravvivenza si quel pregevole edificio che proprio la grande storia volle più volte eleggere a sede dei propri accadimenti. È inoltre un preciso compito statuario della nostra banca quello di sostenere le capacità, le attività, la vita comunitaria del territorio, quando esse dimostrano di essere frutto di un pensiero, di una volontà di progresso capace di raggiungere tutti coloro che ancora sentono un legame profondo con la propria piccola patria. L’auspicio è anche quello che la vitalità del capoluogo funzioni da motrice ideale per tutte le più diverse realtà operanti sul nostro territorio. Un grazie sincero a coloro che ci hanno aiutato ad aiutarli in questa bella impresa.

Il Presidente
Giovanni Claudio Olivero